Hanno detto di lui

Berlin- Tagesspiegel, 19 September 1969
L’Idealista vincitore “Simon Boccanegra” con Tagliavini
I tenori, in generale, godono maggiormente del favore del pubblico, rispetto ai loro colleghi, e Franco Tagliavini che ha cantato la parte di Gabriele Adorno, nella decima rappresentazione di Simon Boccanegra, all’ Opera di Berlino, è stato festeggiato per la sua voce morbida, dal brillante registro acuto: musicista e attore intelligent, come si trova raramente in questo tipo di voce. L’interpretazione nella parte finale, quando Adorno è vicino al Doge morente, mostra l’immedesimarsi a tal punto nel personaggio, con le mani immobili e “quasi disperate” che danno la misura del suo talento naturale di artista teatrale. L’Idealista Adorno, il patrizio il quale per amore, cioè per motivi personali, cambia partito politico, appariva, grazie a Tagliavini, più convincente che mai nella sua giovanile onestà.


Deutsche oper aktuell

Franco Tagliavini, ha conquistato il pubblico di Berlino e la critica con una voce dal timbro nobile e malinconico, di emissione libera e perfetta senza differenza tra i registri, di colore uniformemente scuro e morbido, di grande ricchezza armonica con un legato perfetto, capace sia di un fraseggio generoso, sia di espressive mezze voci e acuti coperti senza sforzo. Si sentiva in questa voce una armonia totale tra brillantezza, pienezza e morbidezza.


L’Arena, 31 Marzo 1979
“Adriana Lecouvreur” nella tradizione

… Al suo fianco il tenore Franco Tagliavini. Con la qualità di voce che egli ha, Tagliavini dovrebbe essere ben più in alto nella graduatoria dei valori mondiali della lirica.
… una versione plausibile anche, e soprattutto, per bella e sicura presenza scenica.


Der Abend, 26 September 1979
“Carmen” con freschezza nuova

Un cambiamento decisivo torna a profitto del Don José: mentre nelle prove, René Kollo sta preparandosi a condurre al divertimento la vedova allegra, il suo collega italiano Franco Tagliavini, canta il disertore innamorato la cui gelosia lo spinge ad assassinare Carmen. Come tipo di voce, lui è più vicino al ruolo romantico, ideale nell’opera rispetto a Kollo, e la sua dichiarazione d’amore nel secondo atto, splendidamente negli acuti e nell’espressione.Carmen è di nuovo l’ incantevole Alicia Nafé di razza, José van Dam, magnifico nella voce è il suo torero vittorioso (da tutte le donne).
Questa opera di Bizet, nella lingua originale, (come già qualche giorno fa dopo un “Lohengrin” eccellente) una nuova prova di qualità di Stein.


Der Tagesspiegel, 27 September1979
Hellmut Kotschenreuther
…Da Don José Franco Tagliavini, senza fatica conquistò la simpatia non solo di Carmen, ma anche del pubblico (e questo più durevole di quella), ad identificarsi col sergente dal tenero cuore. Già nel carattere e nell’apparenza, riuscì più aderente al personaggio, rispetto al suo predecessore, il germanico e più ritroso René Kollo e senza forzature, quando Carmen di Alicia Nafé nel gioco muto, molto vivace, animato, provoca la sua “morte d’amore”-Tagliavini non espose mai a carico del dramma le qualità belcantistiche della sua voce dal timbro profondo, a scapito della bellezza del suono.
C’erano applausi e “bravo” già dopo le sue scene durante la rappresentazione, tanto più alla calata della tela. Una recita del repertorio con lo splendore di una “prima”


Orpheus Journal, 9 Ottobre 2010
La sua voce dal timbro scuro e morbido dal brillante registro acuto, “la lacrima nella voce” e non ultima la taglia e la snellezza fisica inusuali per un tenore, lo portarono non a caso, fin dall’inizio della sua carriera nel 1961 ad interpretare personaggi come Cavaradossi, Rodolfo, Riccardo, Don Carlo, Enzo…
L’unicità dell’artista e dell’uomo Franco Tagliavini sta nel legame tra la bellissima voce, l’alta tecnica vocale, e la forse talvolta troppa umiltà e riservatezza.
(Sabina Wollmann-Schiffer)